Chi sono

Mio padre lavorò come “piccolo” per un fornaio e questo gli diede la possibilità di sfamarsi. Divenne poi “bocia” nella bottega di un falegname, con assi di recupero creava pregevoli oggetti d’arredo.

Mia madre da bambina, cardava e filava a mano, lana, seta e canapa. Il lavoro nei campi, il freddo e la fame, resero tutto estremamente prezioso per lei, anche la buccia di un’arancia lasciata sulla neve da altri e resa “candita” dal gelo. Proprio loro riposero in me l’amore per “le cose” in genere. Vedere, percepire l’anima e il vissuto, i profumi delle assi di legno, i ricami fatti a mano, le matasse di lana, i racconti e i ricordi ridondanti delle loro memorie; ecco la passione per tutto ciò che è “vecchio”. Immaginare, immedesimarsi nella vita passata dell’oggetto e delle persone che l’hanno avuto, l’uso, la fatica, la gioia intrinseca in esso. Da ciò è scaturita la curiosità per la natura, il legno, le fibre vegetali, la lana, la farina e l’acqua. Ogni oggetto ha valore, dignità e bellezza.

                                                                                                                                            Margherita